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mercoledì 16 settembre 2015

PROFUGHI: L’UMANITÀ AL DI LÀ DELLA LEGGE.






Giulio Salvi, titolare dell’hotel Bellevue, in Valtellina, da parecchi mesi dà ospitalità a numerosi profughi. Fa questo secondo la legge e gli accordi colla prefettura di Sondrio. Ma è da quel momento che riceve minacce per sé e per il suo albergo.

Sabato, in tantissime città italiane ed europee, migliaia di persone hanno dato vita alla «Marcia delle donne e degli uomini scalzi», in favore dei rifugiati e migranti,  perché: «È arrivato il momento di decidere da che parte stare», titolava il motivo.

Segni… ma importanti gesti per dire che dietro la copertura di paure e di leggi vi è un popolo che crede ancora nella solidarietà umana, in quella fraternità predicata fin dalla Rivoluzione francese, e che nessuno mai ha praticato.

Dunque: da che parte si sta? Se chiediamo in giro… nessuno è mai contro nessuno, sono sempre gli altri che sono diversi. Diceva una vecchia battuta americana: non sono io razzista, sei tu che sei negro!

L’Italia vive da sempre l’opposizione tra il potere e la popolazione. Per cui abbiamo sempre assistito al fatto che se vi è stato qualcosa di buono e di valido questo è avvenuto non grazie alla politica, ma spesso contro di essa e per lo più in forma estranea. In Germania Angela Merkel ha detto che avrebbe preso i siriani, e subito la politica e la gente si è mobilitata nell’accoglienza. In Italia se vogliamo dimostrare di essere un popolo civile, umano, cristiano, dignitoso, non razzista, il popolo stesso dovrà muoversi, perché non saranno i nostri politici ad alzare i vessilli di umanità che i disperati pensano di vedere. La nostra classe dirigente non ha mai diretto nulla se non i propri interessi, perciò ciascuno di noi è chiamato ad essere protagonista e artefice di un’accoglienza verso questa umanità che chiede aiuto. La marcia dei piedi scalzi che viene dall’Africa, dall’Asia, dall’Oriente ci interpella: da che parte sto?

Tengo i piedi ben chiusi dentro le mie scarpe o i miei piedi si aprono ad accogliere i tanti ospiti che arrivano?

È strano che la povera Italia del dopo guerra aveva posto per tutti, e dopo che si è imborghesita e che avrebbe più possibilità di accoglienza di fatto sembra che non abbia più posto per nessuno.
L’Italia cristiana a parole dovrebbe ora dimostrarlo nei fatti. Dunque ogni cittadino è chiamato a dimostrare da che parte sta, e come – al di là di ogni legge sociale – valga di più la legge della solidarietà umana.

Athos Turchi