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domenica 3 giugno 2018

INCONTRO CON MARIO vescovo


Il 2 giugno abbiamo incontrato mons. Mario Fiandri.

Innanzi tutto alla trepida domanda se fosse rimasto nel Petén come vescovo, ci ha rincuorato dicendo che sarà quasi impossibile spostarlo, in quanto essendo straniero non cittadinato in Guate, non potrebbe fare il Vescovo, ma siccome il Petén è un «Vicariato», la condizione non è strettamente richiesta.

Ci ha esposto la situazione generale del Petén, perché desiderava spiegarci le difficoltà in cui vengono a trovarsi tutti gli agenti di pastorale: dal Vescovo fino all’ultimo dei catechisti.
Si è allargata la violenza e una recrudescenza dell’ingiustizia sociale. Villaggi, gruppi di persone e comunità a vario titolo, vengono continuamente sloggiati dalle zone di abitazione per ragioni di salvaguardia del territorio e di zone protette e inabitabili. Si prospetta alle comunità altri territori dove alloggiare, ma sono false promesse. Comunità tornate nel loro luogo lo ritrovano occupato da Compagnie, Agenzie già impegnate nella trasformazione economica del posto. Da qui scontri e lotte. La Chiesa è in appoggio di queste comunità e contro le ingiustizie, ma poco riesce a fare e comincia a tornare sotto intimidazioni.
 
La scuola S.Martin de’ Porres che aiutiamo finanziariamente, gode, dice mons. Mario, di buona salute: per impegno, professionalità, formazione e preparazione didattica. Ora ha due settori: le medie e le superiori. Infatti il M. della P.I. guatemalteco ha cambiato i parametri scolastici del “baccalaureato” (sarebbe equivalente alle nostre superiori) per cui la scuola ha dovuto adeguarsi portando le superiori a 2 anni (anziché 3) affinché i ragazzi potessero andare all’Università un anno prima.
Il problema che arrivano impreparatissimi all’Università prima… e ora con un anno meno di formazione ancora peggio... se non si era capito in anticipo, sembra finalmente che al M.P.I. se ne siano resi conto e forse ritorneranno indietro…
Comunque, nel moto continuo dei ministeri pubblici, la nostra scuola è un punto di riferimento sicuro di buona preparazione, al punto che le iscrizioni non sono aumentate perché “troppo impegnativa”. Ma il Vescovo conta sulla qualità, e crede che premierà la scelta. Come esempio portava che il responsabile della pubblica istruzione del Petén ha iscritto suo figlio alla nostra scuola: “perché voleva che studiasse».
Il colloquio si allarga a come esser presenti nella parrocchia di Dolores a sostegno dei nostri progetti. Non mancano le difficoltà in ragione della distanza e di un mediatore locale, tuttavia ci sono le condizioni ragionevoli perché tutto possa mettersi sul verso giusto, grazie alla validità di alcuni collaboratori in primis l’economa del vicariato e poi di alcune persone ben preparate.
Comunque conclude il Vescovo possiamo contare sulla collaborazione e sull’attenzione che l’amministrazione del Vicariato dedica al nostro impegno di solidarietà.