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mercoledì 10 ottobre 2012

Famiglia massacrata perchè si rifiutava di vendere il terreno dove sorgeva la propria casa

E' accaduto a 22 chilometri da Città del Guatemala ma poteva accadere ovunque, perchè le pressioni e le minacce per chi non vuole vendere la propria terra, che fa gola a qualche potente, sono in tutto il paese!
Si sono salvati solo due bambini, il maschietto di sei anni ha raccontato alla polizia il massacro dei suoi genitori, dei fratellini di otto anni e otto mesi, della nonna e degli zii. Poi ha preso sotto il braccio la sorellina di tre anni e finalmente è scoppiato a piangere!!!
Nel Corriere della Sera c'è un bell'articolo dove si sottolinea come  in Guatemala la vita abbia un prezzo irrisorio per la povera gente che vive nelle campagne.
http://www.corriere.it/esteri/12_ottobre_10/guatemala-massacro-coraggio_548fde0c-12b3-11e2-9375-5d5e6dfabc1a.shtml

domenica 7 ottobre 2012

LA STORIA DEL GUATEMALA IN UNA IMMAGINE

Questa  è una delle tante foto scattate durante il massacro di giovedì scorso nella Autostrada Panamericana.
Riassume efficacemente la storia del Guatemala da 500 anni a questa data.
Il contadino è il popolo del Guatemala. Lo stivale che lo schiaccia, il potere.

Dante Liano


Giovedì 4 ottobre 2012 in Guatemala, nel distretto di Totonicapan al chilometro 170 della Carretera Panamericana, una pacifica manifestazione di indigeni è stata repressa da agenti della polizia nazionale e militari dell'esercito che hanno aperto il fuoco contro la gente! Nel massacro sono morte 4 persone (forse 7) e 38 sono state ferite, molti gli intossicati da lacrimogeni.
La manifestazione era stata convocata dal Comitato dei 48 cantoni, la struttura tradizionale delle comunità indigene maya, per protestare contro una riforma costituzionale avviata dal presidente della repubblica Otto Perez Molina (che eliminerebbe tra l'altro il riconoscimento alle autorità tradizionali indigene, e quindi il diritto delle popolazioni native sulle terre comuni, facilitando così le concessioni per investimenti minerari, centrali energetiche, piantagioni). Protestavano inoltre contro gli aumenti esorbitanti delle bollette della luce, e contro una riforma delle scuole magistrali.