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mercoledì 23 gennaio 2013

AGGIORNAMENTO 2013 DELLA SCUOLA S.MARTIN DE' PORRES



da Giorgio Pittalis il direttore


Sembra che il cambio di "carrera" cioè di corso  di studi abbia APPORTATO i suoi effetti.  I nuovi iscritti sono 42 (fino adesso) in tutto quarta, quinta e sesta sono  80 studenti. La ripresa è lenta però c’è stata (rispetto all'anno passato QUANDO i nuovi iscritti FURONO solo 20).

Quindi per quest'anno 2013 abbiamo:

  • 42 studenti di quarta
  • 19 studenti di quinta
  • 29 studenti di sesta.

DI QUESTI GLI STUDENTI INTERNI SONO 62.
DELL'ANNO SCOLASTICO 2012 dopo gli esami di riparazione (effettuati dal 7 al 18 gennaio 2013) si sono:

  • diplomati 29 studenti di Bachillerato Agroforestal
  • diplomati 20 studenti di Perito in Ecoturismo

L’anno scolastico 2013 è cominciato martedì 8 gennaio e terminerà alle fine di novembre.

Siamo in attesa di avere la disponibilità di uno psicologo una volta alla settimana.

Per risparmiare sulle spese dei docenti ho ripreso io a insegnare Inglese e per il trasferimento del segretario mi sto occupando anche della segreteria.

Nel COLLEGIO INTERNO ho due assistenti che però non mi ALLEGGERISCONO il problema DELLA CONDUZIONE perché sono sempre io che devo prendere la ultima decisione.

Sto terminando di preparare il bilancio e il preventivo che spero inviare nella prima settimana di febbraio 2013.


Vi chiedo gentilmente di considerare che per la fine di   aprile 2013 in poi sarebbe bene avere almeno una parte della quota che annualmente destinate al collegio per poter tranquillamente pagare il salario dei professori.

Stiamo aspettando con ansia l'arrivo di Gianna, Riccardo, Tersa, Pupo, Tore.


Grazie di cuore per l'aiuto incondizionate, la pazienza e la comprensione.

Con affetto Giorgio

lunedì 14 gennaio 2013

Verbale della riunione del giorno 12/01/2013

AMICI DEL GUATEMALA ONLUS
 
Verbale della riunione del giorno 12/01/2013
 
La riunione si apre alle ore 17:00 a presso la sede dell’Associazione a Siena. Sono presenti le seguenti persone:
-        Athos Turchi       
-        Elena Palmisano
-        Gianna Berti
-        Mirella Bruttini
-        Lorenzo Baldi
-        Alessandra Moggi
-        Marina Grassini
-        Marzia Bisogni
-        Fabio Cerretani
-        Annamaria Cerretani
-        Riccardo Pacciani
-        Neri Pecchioli
-        Marina Clerici
-        Massimo Sollazzini
-        Rolando Marchesini
-        Cesarina Marchesini
Il Presidente dichiara aperta la seduta e passa ad illustrare i diversi punti all’ordine del giorno.
 
Comunicazioni del Presidente
Il Presidente illustra la mail di P. Giorno sui lavori al dormitorio, da cui si evince qualche buona prospettiva per lo sviluppo della scuola, anche grazie al previsto arrivo di un collaboratore per il supporto alle attività di gestione. Il Presidente ribadisce poi il problema della carenza di iscrizioni da parte dei ragazzi di Dolores. Dopo una breve discussione, si conviene di aspettare almeno il prossimo anno per vedere come procedono le cose. Per quanto riguarda il dormitorio, il conto dei lavori sarà pagato integralmente dal gruppo di Cagliari, per cui la cifra disponibile potrebbe essere utilizzata per aggiungere un bagno.
 
Viaggio di Gianna e Riccardo
Anche alla luce di quanto esposto dal Presidente al punto 1, si anticipa il punto 5 e si conviene di affidare a Gianna e Riccardo, che dal 6 febbraio saranno in Guatemala, i seguenti incarichi:
·         verifica situazione nuovo dormitorio e possibilità di ampliamento bagni
·         verifica sulla gestione del corso di formazione in informatica, che potrebbe essere aperto anche agli adulti (così come altri corsi)
·         verifica situazione delle iscrizioni
·         servizio fotografico anche per il prossimo Quetzal
·         eventuale spedizione di tipicos per i mercatini
 
Prossimi mercatini e cene di autofinanziamento
Mercatino Roma Prati (Athos, Mirella, Rolando e Cesarina)
23 e 24 febbraio 2013
Mercatino S. Domenico di Fiesole (da verificare con il parroco)
24 marzo 2013
Fiera S. Domenico Siena (da verificare a causa dei lavori nel chiostro, eventualmente da spostare a settembre quando arriva P. Ottavio)
4 e 5 maggio 2013
Cena alla Casa del Popolo di Borgunto (da verificare con i responsabili)
10 maggio 2013
 
Per il mercatino di Fiesole si propone di vendere rametti d'olivo legati con braccialetti del Guatemala.
 
Quetzal e gadget
Il prossimo numero deve essere inviato prima di Pasqua (31/3), i contenuti saranno relativi al viaggio in Guatemale di Gianna e Riccardo con relativo servizio fotografico.
Da controllare l'indirizzo email riportato in basso ed il posta target.
Si riprende il discorso sulle magliette e si decide di incaricare Silvia di proporre un disegno da stampare, i colori ipotizzati sono grigio e blu. Per agevolare il lavoro di spedizione, Mirella è incaricata di provvedere ad un bancomat BancoPosta per i pagamenti anche della casella postale, che va rinnovata.
 
P. Ottavio a settembre
P. Ottavio dovrebbe arrivare i primi di settembre, intorno al 10 settembre sarà in Sardegna, dopodiché si ipotizzano altri appuntamenti:
·         20 settembre – cena a Siena
·         22 settembre – pranzo informale a San Domenico di Fiesole (refettorio/chiostro)
·         Data da definire – incontro in Sala Chiostrini a S. Marco
 
Varie ed eventuali
Riccardo ricorda che il 9 aprile è previsto un incontro sul Guatemala (Dante Liano da sentire) nell'ambito del ciclo sulle orme del Che. Inoltre, il 26 gennaio allo Stensen (FI) ci sarà Don Ciotti di Libera.
Neri riporta di un incontro con una ragazza guatemalteca il cui padre, molto ricco, vorrebbe contribuire a fare qualcosa con noi. Vista la scarsa trasparenza delle attività economiche del soggetto in questione, si decide di lasciar perdere.
Sono stati attivati contatti con i geologi che vogliono fondare un'associazione per progetti idrici, a breve si farà un incontro con loro per valutare collaborazioni.
 
 
Null’altro essendovi da deliberare e nessun altro chedendo la parola, il Presidente dichiara chiusa la seduta previa redazione, lettura ed approvazione del presente verbale sottoscritto dal Presidente e dal Segretario alle ore 19:00.
 
 



                        Il Segretario                                                                                      Il Presidente                         (Elena Palmisano)                                                                              (Athos Turchi)  

lunedì 31 dicembre 2012

RESOCONTO SULLA SCUOLA SUPERIORE DI «ECOTURISMO» «S.MARTIN DE’ PORRES» - DOLORES – PETEN – GUATEMALA

L’anno   scolastico  2012 si è concluso col mese di novembre. Gli iscritti erano 75, di cui 50 in graduazione: 30 come Diplomati, e 20 come Periti. Speriamo che entro giugno 2013 prossimo si possano vedere i risultati e i diplomi ufficiali, legati alla lentezza del Ministero della Pubblica Istruzione.

Nell’indirizzo scolastico di quest’anno 2012 abbiamo applicato una metodologia più accentuata sulla formazione umana integrale e una valorizzazione di coloro più impegnati nello studio, decidendo tra l’altro di usare una maggiore rigidità di giudizio riguardo i profitti, per preparare ancora meglio i nostri giovani alla vita.

Tra le attività didattiche comprensive di lavoro e di studio si sono evidenziati due seminari: uno sulle risorse idriche della zona, e l’altro su vari prodotti locali, con due esposizioni di materiale riciclabile e di semina, lavorazione e raccolta di ortaggi.
Altra iniziativa sono stati i corsi di italiano e francese in collaborazione con la facoltà di Lingue Straniere dell’Università di Cagliari.
Infine molto importante è stata l’istruzione religiosa cattolica, oltre all’appoggio dello psicologo, per terapie di gruppo o individuali, che è riuscito a riportare equilibrio e infondere ottimismo e speranza.

La scuola poi ha offerto agli studenti due opportunità in più di formazione: un diploma in Turismo e un diploma di Tecnico di Computer. Due corsi questi approvati e riconosciuti dal ministero dell’ Educazione che si aggiungono all’indirizzo di Perito in Ecoturismo già esistente.

Infine tutte le materie di studio sono state riordinate e armonizzate secondo il programma generale dato dal ministero, così da evitare duplicati, e il sovravcarico della giornata di studio.

Al momento sono in corso le iscrizione per il 2013. Abbiamo 43 pre-inscritti, con la speranza che il prossimo 8 gennaio inizieranno la scuola assieme ai già 50 presenti in quinta e sesta.
La grande e bella novità per il prossimo anno (2013) è l’intera ristrutturazione del dormitorio, della Capella, dei laboratori di chimica e lingue, della segreteria e dell’amministrazione.
In particolare è stato rifatto completamente il dormitorio, che era diventato un caravan serraglio. Il dormitorio è diviso in due zone dal corridoio mediano, in esso vi si aprono stanze da quattro o da sei studenti, con armadio e letti a castello, porte e finestre interne e esterne in tutte le stanze. Inoltre saranno installate delle video-camere di sicurezza  per il controllo di entrata-uscita, così come consoni allarmi.

Insieme al dormitorio sono state  ristrutturate i locali degli uffici, la Capella, i laboratori di chimica e lingue, come le stanze del personale.
Nell’anno scolastico  2013 la nostra scuola è in grado di offrire ancora  corsi di specializzazione in scienze e lettere con orintamento nel Turismo Maya  e il Diploma di Tecnico in Computers, sottolineo che il corso di Tecnico Informatico è intitolato «Amici del Guatemala».

Dal 15 gennaio avrò un collaboratore fisso che si occuperà dell’animazione e dell’andamento educativo degli studenti che vivono qui nel convitto. Questa è una buona cosa per poter lavorare più serenamente e armonicamente.  

Il corso di diploma in Agroforestale viene sospeso a causa dei pochi iscritti, solo chi lo ha già iniziato avrà modo di poterlo terminare.

Questo è quello che desideriamo condividere  con voi che in forma amichevole da 15 anni aiutate gli sforzi e il nostro lavoro educativo e di promozione  cristiana, morale e umana di questi giovani.
Cari saluti, Santo Natale e felice anno 2013. Con infinita gratitudine.

Fr Giorgio op

venerdì 21 dicembre 2012

(21 DICEMBRE) 13° BAKTUN

Consiglio del Popoli Maya dell’Occidente “per la difesa della vita e del territorio"

PRESA DI POSIZIONE POLITICA NEL QUADRO DELL'OXLAJUJ B´AK'TUN

Le autorità dei popoli maya dell’Occidente del Guatemala, riuniti in consiglio, rendiamo noto:

L'Oxlajuj B'ak´tun è il tempo per rafforzare la saggezza ancestrale, la pratica e la ricerca permanente dell'equilibrio; un momento di trascendenza, per elevare la coscienza degli esseri umani e riconoscerci come tali, per raggiungere l'intesa collettiva. Significa che dobbiamo fare in modo che l'essere umano sia "davvero umano in equilibrio con il cosmo e la Madre Terra", attraverso l'intreccio e il rispetto tra culture e la valutazione dell'identità di ogni popolo, poiché, senza questo, il vincolo dell'individuo con la sua realtà è impossibile.
È irritante per il popolo Maya che il potere economico e le istituzioni di governo riducano a folklore l'OxlajujB‘ak‘tun, mercanteggiando un avvenimento importante, facendone una immagine politica a partire dalla promozione turistica, la presentazione di spettacoli, che non propiziano una interpretazione adeguata alla cosmovisione Maya.
È irriverente da parte del governo del Guatemala quando fa credere alla comunità internazionale che sta promuovendo la cultura maya, mentre continua a sviluppare una politica aggressiva di appropriazione dei nostri beni naturali, che si manifesta in centinaia di concessioni ed imposizione di progetti minerari, centrali idroelettriche, petrolio, monocolture per imprese multinazionali; in nome del falso sviluppo come metodo di dominazione e razzismo in Guatemala.
La criminalizzazione delle lotte sociali e la repressione contro i nostri popoli ed autorità, è stata la risposta dell'istituzione dello Stato, di fronte all'esercizio dei nostri diritti collettivi regolati dall'Accordo 169 dell'OIL e dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite su Diritti dei Popoli Indigeni.
L'attentato contro i nostri popoli: 1 maggio in Santa Cruz Barillas, il massacro del 4 ottobre in Totonicapán, ci obbliga a continuare il nostro processo di ricostituzione e rafforzamento delle nostre autorità ed istituzioni proprie; continueremo a chiedere l'applicazione corretta delle norme e principi regolati nell'Accordo 169 dell'OIL e dalla Dichiarazione delle Nazioni Unite sui Diritti dei popoli Indigeni. A partire dalla nuova era, noi popoli indigeni dobbiamo passare dalla sottomissione alla partecipazione effettiva come soggetti politici storici.
La riforma presidenziale alla Costituzione Politica della Repubblica, le riforme alla Legge del settore minerario e del Magistero, sono iniziative del Governo che non favoriscono i nostri popoli, piuttosto costituiscono un arretramento delle conquiste delle lotte sociali, perché sono dirette a consolidare il modello economico di accumulazione basato sugli agro commerci: sfruttamento minerario, industria petrolifera, idroelettriche, la privatizzazione del servizio pubblico che è a vantaggio solo di un ridotto numero di famiglie che storicamente hanno sfruttato e soffocato i nostri popoli.
Pertanto, ricorriamo ai nostri principi e procedimenti ancestrali di presa di decisione, e, nel Consiglio stabiliamo la cosa seguente:
- Fare un appello a tutte le nazioni Maya e ai popoli che convivivono in Guatemala, esercitare il nostro diritto di libera determinazione, mediante la ricostituzione e rafforzamento delle nostre nazionalità e popoli, per costruire un ordine politico e sociale basato sulle relazioni di intesa e rispetto mutuo; e, un modello economico basato sui principi, valori e pratiche della nostra cosmovisione. 
- Non permettere più l'utilizzo dei nostri simboli per nominare operazioni militari e di polizia, nemmeno per menzionare progetti che attentano l’armonia e la vita dei popoli; ci impegniamo a restituire i nostri centri politici ancestrali per lo sviluppo del pensiero politico della nuova generazione.
1. Sostenere processi politici e giuridici per esigere, dal Governo, l'implementazione effettiva dell'Accordo 169 dell'OIL e della Dichiarazione delle Nazioni Unite sui diritti dei Popoli Indigeni, in tutta la legislazione nazionale.
2. Il nostro riconoscimento a tutte civiltà ancestrali del mondo che hanno segnato la storia e la cronologia del tempo, che devono essere parte della nostra ispirazione ed aspirazione di trasformare le relazioni sociali e politiche.
3. Agli scienziati del mondo: devono guardare indietro e in avanti, perché i lasciti ancestrali continuano ad avere validità. Richiamiamo a non fare uso soggettivo, né apocalittico, dei cicli di tempo marcati nel nostro calendario. 
Occidente del Guatemala, 30 Novembre 2012
http://orizzonte-guatemala.blogspot.it/

mercoledì 10 ottobre 2012

Famiglia massacrata perchè si rifiutava di vendere il terreno dove sorgeva la propria casa

E' accaduto a 22 chilometri da Città del Guatemala ma poteva accadere ovunque, perchè le pressioni e le minacce per chi non vuole vendere la propria terra, che fa gola a qualche potente, sono in tutto il paese!
Si sono salvati solo due bambini, il maschietto di sei anni ha raccontato alla polizia il massacro dei suoi genitori, dei fratellini di otto anni e otto mesi, della nonna e degli zii. Poi ha preso sotto il braccio la sorellina di tre anni e finalmente è scoppiato a piangere!!!
Nel Corriere della Sera c'è un bell'articolo dove si sottolinea come  in Guatemala la vita abbia un prezzo irrisorio per la povera gente che vive nelle campagne.
http://www.corriere.it/esteri/12_ottobre_10/guatemala-massacro-coraggio_548fde0c-12b3-11e2-9375-5d5e6dfabc1a.shtml

domenica 7 ottobre 2012

LA STORIA DEL GUATEMALA IN UNA IMMAGINE

Questa  è una delle tante foto scattate durante il massacro di giovedì scorso nella Autostrada Panamericana.
Riassume efficacemente la storia del Guatemala da 500 anni a questa data.
Il contadino è il popolo del Guatemala. Lo stivale che lo schiaccia, il potere.

Dante Liano


Giovedì 4 ottobre 2012 in Guatemala, nel distretto di Totonicapan al chilometro 170 della Carretera Panamericana, una pacifica manifestazione di indigeni è stata repressa da agenti della polizia nazionale e militari dell'esercito che hanno aperto il fuoco contro la gente! Nel massacro sono morte 4 persone (forse 7) e 38 sono state ferite, molti gli intossicati da lacrimogeni.
La manifestazione era stata convocata dal Comitato dei 48 cantoni, la struttura tradizionale delle comunità indigene maya, per protestare contro una riforma costituzionale avviata dal presidente della repubblica Otto Perez Molina (che eliminerebbe tra l'altro il riconoscimento alle autorità tradizionali indigene, e quindi il diritto delle popolazioni native sulle terre comuni, facilitando così le concessioni per investimenti minerari, centrali energetiche, piantagioni). Protestavano inoltre contro gli aumenti esorbitanti delle bollette della luce, e contro una riforma delle scuole magistrali.

martedì 18 settembre 2012

2a Assemblea Nazionale della campagna “Stop Enel”



29-30 settembre 2012 - Civitavecchia

I promotori e sostenitori della rete StopENEL, invitano cittadini, attivisti, amministratori, a partecipare alla II Assemblea Nazionale della campagna che si svolgerà il 29 e 30 settembre a Civitavecchia.
La campagna “Stop Enel” si è costituita in aprile 2012 con una prima assemblea internazionale alla quale hanno partecipato rappresentanti delle comunità colpite dagli impianti dell’ENEL in Italia, in America Latina e nell’Est Europa.
La campagna nasce per denunciare ed arrestare il modello energetico praticato dalla multinazionale italiana, ancora oggi per il 31% di proprietà del Ministero dell’Economia e delle Finanze. Un modello insostenibile e distruttivo per l’ambiente, che viola i diritti umani ed il diritto ad un ambiente sano e impedisce alle comunità coinvolte di partecipare alla pianificazione del territorio. Inoltre la sua disperata e affannosa ricerca di fonti energetiche, obsolete e inquinanti o tecnologie sedicenti eco- sostenibili, non risponde ad altra logica che quella del profitto, andando a sostenere un modello economico basato sulla crescita infinita della produzione di merci e di conseguenza del consumo energetico regolato da tariffe monopolisitche e speculative.
Obiettivo della campagna è promuovere un modello energetico alternativo che metta al centro i diritti umani, la giustizia ambientale e sociale, la difesa della salute dei cittadini e del territorio come bene comune. “Stop Enel” intende mettere in rete le comunità locali, i movimenti sociali e le associazioni coinvolte nei diversi conflitti con lo scopo di costruire strategie congiunte, aumentare la capacità di incidenza sull’opinione pubblica nazionale e internazionale.
La rete, che ha raccolto più di 50 adesioni di associazioni, gruppi e comitati locali, invita tutti a partecipare alla sua IIa assemblea nazionale  che si svolgerà a Civitavecchia il 29-30 settembre. L’incontro è ospitato dal Movimento No Coke Alto Lazio che da oltre dieci anni si batte contro la riconversione a carbone della centrale di Torrevaldaliga nord. La nuova centrale, che emette ogni anno 10,3 milioni di tonnellate di CO2 e oltre 6 milioni di metri cubi l’ora di emissioni inquinanti varie,  è attiva dal 2010 e si inscrive in un contesto già duramente colpito da una ultradecennale servitù ambientale costituita da numerosi impianti. I dati sulla salute pubblica nel comprensorio di Civitavecchia, sono allarmanti: la zona è al primo posto nel Lazio ed al terzo in Italia per mortalità causata da tumori ai polmoni, alla trachea e ai bronchi, con leucemie e linfomi diffusi in maniera nettamente superiore rispetto alla media nazionale.
Vogliamo realizzare assieme un differente modo di abitare questo pianeta, assieme a tutte le comunità dove Enel sviluppa i suoi progetti, valorizzando il nostro diritto a un ambiente sano, a una vita degna di essere vissuta, (al rispetto dei diritti umani, alla difesa dei beni comuni), alla partecipazione nella pianificazione del territorio.
L’incontro darà un’occasione per aprire un dibattito nazionale sul modello energetico, rafforzare il coordinamento e l’azione dei comitati e delle associazioni e fra le diverse reti, portare un contributo al dibattito in corso a Civitavecchia. L’incontro si articolerà su due giornate, un incontro pubblico sabato 29 e l’assemblea della rete StopENEL la mattina di domenica 30 settembre.
Per informazioni, adesioni e per comunicare la partecipazione scrivere a: noenel-adesioni@autistici.org

volantino  STOP ENEL per un nuovo modello di energia

Programma

Sabato 29 Settembre 2012
Ore 15.30 - Presentazione della campagna “Stop Enel” e del CNNC (Coordinamento Nazionale No al Carbone)
Ore 16.00 – Interventi, collegamenti e video dai territori italiani, dall’America Latina e dall’Europa dell’Est.
Ore 17.00 - Movimento No Coke Altolazio, schiavitù energetica e legalità.
Ore 17.30 - Dichiarazione di intenti e proposte di azione delle associazioni ed i comitati aderenti alla rete StopENEL
Ore 18.30 –Da un modello energetico obsoleto alla democrazia e la sostenibilità energetica
Ore 20.00 - Cena sociale
Ore 21.00 –StoppaEnelLive Musica dal vivo

Domenica 30 Settembre 2012
Ore 10.00 – Riunione della rete “Stop Enel” aperta a tutte le associazioni ed i comitati aderenti (sintesi delle proposte -costruzione di un’agenda comune – prossime scadenze).

La rete StopENEL invita a partecipare comitati, associazioni, cittadini interessati a promuovere un nuovo modello energetico, che sia rispettoso della salute, dell’ambiente e dei diritti delle comunità locali.
Per informazioni, adesioni e per comunicare la partecipazione scrivere a:
noenel-adesioni@autistici.org
http://stopenel.noblogs.org/

volantino PROGRAMMA 2°ASSEMBLEA NAZIONALE


venerdì 17 agosto 2012

Guatemala, gli indigeni contro la diga dell'ENEL

Tommaso Clavarino (dal quotidiano LA STAMPA del 15 agosto 2012)
Il rapporto di una Ong: danni ambientali e sociali, favoriti i latifondisti.
FINALMENTE SUI GRANDI MEDIA!!!!!

Una comunità indigena che lotta per la propria terra, una multinazionale che mira a costruire infrastrutture e a generare profitti, una famiglia di latifondisti dal passato dal passato quantomeno inquietante. Potrebbero essere i protagonisti di un fil hollywoodiano o di una delle tante storie delle quali ci giunge eco dal sud del mondo che poco hanno a che fare con il nostro paese. Invece, questa volta, sono gli attori di una vicenda che riguarda anche l’Italia. Perché la multinazionale in questione è l’Enel, da anni impegnata, tramite Enel Green Power, per il 69,2% di proprietà dell’impresa madre, nella costruzione di centrali per la produzione di energia rinnovabile in giro per il mondo. Anche in Guatemala.
Ed è proprio in Guatemala che va avanti da più di tre anni un braccio di ferro che vede opposte le comunità indigene di San Juan Cotzal, nella regione di Ixil, e l’Enel Green Power, come racconta un rapporto uscito da poco dell’Ong Specializzata in risorse naturali, l’italiana Re:Common. L’oggetto della discordia? L’impianto idroelettrico di Palo Viejo, sul fiume Cotzal. Un impianto capace di produrre 370 milioni di kWh all’anno e messo in rete a marzo, che le comunità, discendenti dai Maya, che abitano in questo territorioda oltre 2 mila e cinquecento anni, non vogliono assolutamente e per la realizzazione del quale dicono di non essere mai stati interpellati come espressamente scritto nella costituzione guatemalteca.
Il Guatemala ha ratificato la Convenzione 169 dell’Organizzazione del Lavoro delle Nazioni Unite che riconosce i diritti alla terra dei popoli tribali e specifica che debbano essere consultati prima dell’approvazione di qualsiasi progetto sulle loro terre. L’Enel nega di non aver consultato le popolazioni locali ma dal rapporto di Re:Common emerge che le comunità locali avevano dato parere negativo all’opera nel 2005, salvo poi trovarsi, nel 2008, da un giorno all’altro, le ruspe e i camion sul loro territorio. Il rapporto è frutto di un lavoro di ricerca sul campo, e da una serie di testimonianze tra le quali quella del sindaco di San Juan Cotzal, venuto recentemente in Italia, accompagnato dal vescovo Alvaro Ramazzini, presidente della Conferenza Episcopale Guatemalteca, per partecipare all’assemblea degli azionisti dell’Enel. <E’ l’ennesimo caso di arroganza e prepotenza da parte di una multinazionale per di più italiana – affermano da Re:Common -. Queste comunità sono sotto il giogo di famiglie di latifondisti che sfruttano i lavoratori e che decidono, pur non avendo alcun titolo per potyerlo fare, le sorti di questo territorio>.
Un territorio nel quale le ferite della guerra civile sono ancora aperte e nel quale regna incontrastata una famiglia di latifondisti: la famiglia Brol. Proprio questa famiglia – nella cui finca, la Finca San Francisco, durante la guerra civile, tra il 1980 e il 1983, secondo la ricostruzione della Commissione per il chiarimento storico (ceh), furono eseguiti sei massacri con 186 morti – ha siglato un accordo con l’Enel Green Power per la realizzazione dell’opera. Un accordo che prevede, secondo Re:Common una royalty annuale pari all’8,5% dei ricavi dalla vendita dell’energia. La comunità, per bocca del vescovo Ramazzini ha chiesto all’Enel un contributo pari al 20% dei ricavi. Una richiesta giudicata irricevibile dall’Enel: <Se dovessimo devolvere una cifra tale l’impianto risulterebbe totalmente improduttivo>.
L’Enel sostiene di aver investito milioni di dollari in opere di compensazione, ma le comunità ribadiscono, sempre secondo le testimonianze raccolte da Caterina Amicucci, autrice del report di Re:Common, che non sono sufficienti per compensare tutti i danni provocati al loro territorio. Un esempio? Duecento chilometri a valle dell’impianto idroelettrico vivono dodici comunità Maya Q’eqchi la cui sussistenza dipende dal fiume. L’acqua del fiume una volta era cristallina e potabile, dall’inizio dei lavori, come confermato dalle analisi svolte dal Centro di Salute di Ixcan, si è trasformata in una poltiglia marrone. <I danni ambientali ci sono, anche se non catastrofici come in altri casi – continuano da Re:Common -. I veri danno sono a livello sociale, con le comunità indigene che vedono calpestati nuovamente i loro diritti>.
Le comunità lamentano anche la militarizzazione della zona (nel corso dei lavori di costruzione della centrale molte proteste pacifiche sono state represse dall’esercito) e chiedono la riapertura di un dialogo. Dall’Enel rispondono che il dialogo non è mai stato negato e che gli accordi presi sono stati rispettati. <Accordi presi con altri forse – chiosano da Re:Common -. Con funzionari corrotti, con latifondisti senza scrupoli, con sindaci delinquenti finiti poi in carcere. Le comunità indigene che vivono da millenni in queste terre e che hanno il diritto di decidere sul futuro di queste aree non hanno il diritto di decidere sul futuro di queste aree non hanno avuto, se non in qualche rara occasione, mai voce in capitolo>.